Vivere da adolescenti non è di certo una cosa facile: è un periodo di incertezze, di smarrimento e di transizione, il cui processo trasformativo è obbligato per arrivare alla piena conoscenza del sé e del mondo che ci circonda.

Questo percorso si presenta duro, insidioso e pieno di ostacoli che spesso si reputano insormontabili: di fronte a queste evenienze ci sono adolescenti che si sentono soli e spaventati e altri che ostentano una sicurezza e una spavalderia propria dell’adulto, a volte traccia di una aggressività subita o appresa, per risolvere situazioni legate al quotidiano.

 

L’affettività e le emozioni da una parte e i problemi dall’altra sono di certo il nodo nevralgico del periodo adolescenziale. Di fronte alle prove che la vita ci riserva, infatti, si può verificare un duplice scenario: cogliere le difficoltà come momento di crescita e approfittare della situazione per mettersi alla prova, conoscere meglio se stessi e divenire più consapevoli e padroni delle proprie scelte, oppure percepire il problema come blocco alla propria realizzazione personale dove anche il giudizio degli altri grava con un peso aggiuntivo, dal quale ci si sente incastrati e dal quale non riusciamo a liberarci.

 

E’ proprio in questo ambito che si sviluppa il fenomeno del bullismo e/o del cyberbullismo.

 

Quando parliamo di bullismo ci riferiamo a comportamenti aggressivi o gravemente scorretti, violenti, oppressivi o di esclusione, ripetuti nel tempo, ai danni di persone, ragazzi e ragazze ritenute più deboli, o semplicemente più vulnerabili o diverse dal resto del gruppo.

In qualsiasi forma in cui un atto di bullismo sia effettuato (fisico, verbale, psicologico, o elettronico-cyberbullismo), evidenzia solo i propositi deviati posti in essere dall’aggressore, creando però un danno per gli altri.

 

Il primo passo da compiere è riconoscere la situazione e denunciarla, qualunque sia il ruolo ricoperto. Nelle storie di bullismo non c’è mai un vincitore e un vinto, ma solo una situazione di analfabetismo emotivo di tutto l’ambiente, le cui conseguenze possono essere gravi e permanenti per tutti, in cui prendono il sopravvento degrado, umiliazione, omertà e sopraffazione.

 

La nostra scuola dice NO a tutto questo!

L’istituto, coerente con la propria funzione educativa e formativa in linea con i valori della diversità, del rispetto e dell’inclusione, non vuole fare finta di niente e per questo si schiera con la propria comunità scolastica nella lotta contro il bullismo: riconoscere il problema e cercare tutte le strategie, le azioni e gli strumenti per combatterlo, rimane una nostra priorità! Il fine è quello  di promuovere una cultura dell’attenzione e della prevenzione per creare un ambiente di “intelligenza emotiva”, fatto di empatia, relazione di aiuto, solidarietà: a scuola tutti devono star bene, trovare accoglienza e la propria dimensione di crescita personale.

  

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