Nella convention finale della XIII edizione del Concorso nazionale di filosofia Romanae Disputationes – che si è tenuta gli scorsi 9 e 10 marzo, presso il Teatro Duse di Bologna – anche quest’anno il Da Vinci si è aggiudicato il gradino più alto del podio nella categoria Scritti – Junor grazie al team composto dalle studentesse della III B Liceo Classico Irene Mandolesi, Nicole Simonella e Valentina Tiengo, accompagnate dalla professoressa Barbara Amato che, nel 2024 aveva guidato un altro team di studentesse del nostro liceo che avevano trionfato agli Age Contra, altra importante categoria del concorso, discettando sul tema del tempo.
“Ed io che sono? – Individuo, persona, soggetto” è stata questa la questione – abissale! – su cui le studentesse e gli studenti appassionati di filosofia di tutto lo stivale sono stati invitati a riflettere dagli ideatori del concorso in questa edizione appena conclusasi. Tra il 1829 e il 1830, Giacomo Leopardi ha magistralmente espresso – mettendola in bocca ad uno sconosciuto pastore errante dell’Asia – la domanda di senso forse più urticante per l’umano, e cioè quella relativa al suo statuto ontologico; nel 2026, tre ragazze della Generazione Z, anch’esse nate in terra di Marche come il giovane e inquieto poeta recanatese – quando si dice il caso! – dando prova di grande sensibilità e cultura, hanno coraggiosamente cercato di dire la loro sul tema dell’io e l’hanno fatto così bene che un comitato scientifico accademico di alto lignaggio ne ha decretato la vittoria rendendo fiera tutta la comunità scolastica del Da Vinci a partire dal suo Dirigente, il dottor Francesco Giacchetta. “A partire dalla distinzione di soggetto, individuo e persona” – viene detto nella motivazione del premio – “il saggio esplora con ricchezza e precisione di riferimenti le risposte offerte nel corso della storia della filosofia, per concludere che l’ ‘identità umana non è qualcosa di dato, ma si ridefinisce costantemente e si dà come processo interpretativo aperto nel confronto autentico con l’altro’. Il linguaggio è preciso e l’argomentazione condotta con chiarezza e rigore”. In effetti, nel loro elaborato intitolato “Un oracolo alternativo: ἀλλοτριοῦ σεαυτόν, “trascendi te stesso”, Irene, Nicole e Valentina intrecciando sapientemente la questione dell’io con quella dell’individuo, della persona e del soggetto (in quanto l’io declinandosi come individuo indaga l’anima, come soggetto rimanda alla libertà e, infine, come persona si scopre strutturalmente aperto alla relazionalità che lo costituisce intimamente), ripercorrendo la storia della filosofia occidentale dai Presocratici a Martin Buber, e ricorrendo spesso – dando con ciò prova di una acribia filosofica degna di nota – alla lingua greca così “immensamente pieghevole e libera” e nondimeno “formata e perfetta” (è ancora il grande Leopardi nel suo Zibaldone di pensieri a ricordarcelo!), hanno mostrato come l’identità umana non sia mai qualcosa di dato ma si configuri piuttosto come un cantiere in perenne costruzione che si ridefinisce costantemente e si dà come processo interpretativo aperto nel confronto autentico con l’altro. Quest’ultimo, dicono le studentesse, è quel tu il cui sguardo è per l’io/persona sia specchio in cui riconoscersi che trampolino di lancio che pro-voca la sua facoltà di trascendersi, interminatamente. Ed è per questa via – proprio come insegna la filosofia dell’alterità di Martin Buber da cui le studentesse si sono lasciate ispirare – che la domanda “Ed io che sono?” ri-suona sempre, all’unisono, con quella altrettanto vitale che chiede all’altro “E tu chi sei?”. E l’amore è il solo filo che può fondarle e soprattutto tenerle unite. In chiusura, con la voce di Agostino d’Ippona, il pensatore che definiscono “un maestro del trascendimento”, Irene, Nicole e Valentina ricordano a ognuno di noi: “Ama e fa ciò che vuoi”. Monito prezioso in un tempo, il nostro, dominato dall’odio e dal tentativo di fagocitare l’altro. Ovviamente, questi sono solo alcuni dei numerosi spunti di riflessione – magistralmente condensati nei limiti delle 30.000 che gli elaborati dovevano rispettare pena l’esclusione dalla competizione – che il saggio “Un oracolo alternativo: ἀλλοτριοῦ σεαυτόν, “trascendi te stesso” offre. Nei prossimi mesi chi vorrà potrà gustarlo per intero quando la casa editrice Loescher lo pubblicherà nella nota collana I quaderni della ricerca. Oltre a ciò, le studentesse riceveranno in premio un buono libri e, ad imperitura memoria, l’scrizione nell’Albo delle eccellenze del Ministero dell’Istruzione. Davvero complimenti ragazze!
[Lara Bevilacqua]

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