LE TROIANE di Euripide furono rappresentate per la prima volta nel 415 a.C. durante la guerra del Peloponneso e l’anno dopo il terribile eccidio dei Melii, puniti esemplarmente per non aver ceduto alla logica imperialistica degli Ateniesi. Dunque già allora le Troiane attraverso il mito raccontavano una storia attuale, quella della guerra, del potere, del fratello che uccide il fratello, quella che dimentica la pietà, il rispetto delle donne e dei bambini innocenti.
Quando la tragedia inizia è già tutto accaduto, Troia è in fiamme, gli uomini, gli eroi, Priamo e i principi Frigi sono morti, restano solo le donne, Ecuba prima di tutto (molto abbiamo attinto anche all’omonima tragedia sempre di Euripide), una mater dolorosa a cui i lutti ,le disgrazie, il dolore non hanno tolto la dignità di regina; Polissena, la vergine sacrificata ad un morto; Cassandra la profetessa che vede ciò che sarebbe meglio non vedesse, esaltata e terrorizzata dalle sue visioni, vergine costretta al letto del re dei re, e infine Andromaca, sposa e madre coraggiosa e piena di dignità, a cui toccherà la peggiore delle sorti: assistere alla morte del piccolo Astianatte, ultimo legame con l’amato Ettore. Il coro è ancora quello di altre donne, che amplificano il dolore, lo strazio e denunciano le miserie della guerra, di ogni guerra.
Il nostro laboratorio nasce da una riflessione sulle guerre del nostro tempo, guerre che purtroppo sono tornate a minacciare la vita di tanti innocenti. Sembra che la storia non ci abbia insegnato niente, che siamo rimasti quelli “della pietra e della fionda”: Gaza, l’Ucraina e gli oltre mille conflitti armati nel mondo ci dicono che è ancora lunga e lontana la strada della pace, che spesso il potere non coincide con la giustizia, ma si fonda sulla legge del più forte, che in ogni guerra non ci sono vincitori e vinti, in una guerra sono sempre tutti vinti.
Euripide lo ha detto, ma anche Quasimodo, Ungaretti, Michele Serra, poeti e poetesse palestinesi, Dacia Maraini: con le loro parole e i nostri studenti e studentesse del laboratorio di potenziamento teatro classico (arrivato al suo decimo anno) vogliamo urlare il nostro no a ogni guerra, dire che la pace si può e si deve costruire proprio a partire dalle giovani generazioni, dall’educazione, dalla sensibilità, ogni parola che sa di bellezza è una parola di pace, ogni parola che riconosce nell’altro un fratello è la rivoluzione che vogliamo vedere.
Luigi Moretti
Maria Grazia Baiocco

Saggio finale del laboratorio di teatro classico a cura di Luigi Moretti, le Troiane di Euripide sono una tragedia più attuale che mai, una denuncia della brutalità della guerra e dell’imperialismo, il dolore dei vinti, l’ arroganza dei vincitori, una tragedia che è un atto di accusa a chi la guerra la sceglie e la prepara e un invito ad aprire gli occhi e il cuore verso la vita e la pace.
Personale scolastico